Transizione energetica UE: PNIEC e Fit for 55, le tappe verso il 2030 e i riflessi sulla Svizzera
L'UE accelera con PNIEC e Fit for 55: -55% emissioni al 2030 e 42,5% di rinnovabili. La Svizzera allinea la propria strategia con effetti per il Ticino.
L'Unione Europea ha consolidato il proprio percorso di transizione energetica con la revisione finale dei Piani Nazionali Integrati Energia e Clima (PNIEC) degli Stati membri e con l'attuazione operativa del pacchetto Fit for 55. Gli obiettivi al 2030 prevedono una riduzione del 55% delle emissioni di gas serra rispetto al 1990, una quota di rinnovabili del 42,5% sui consumi finali di energia e un miglioramento dell'efficienza energetica dell'11,7%.
L'Italia, partner energetico chiave della Svizzera italiana, ha rivisto il proprio PNIEC fissando una quota di rinnovabili al 39%, con 80 GW di nuova potenza solare ed eolica da installare entro il 2030. Snam, Terna ed Enel sono i pilastri industriali della transizione italiana, con investimenti cumulati superiori ai 150 miliardi di EUR nel periodo 2025-2030.
La Svizzera, pur non essendo membro dell'UE, mantiene una stretta integrazione con il mercato energetico europeo attraverso accordi bilaterali. Il Consiglio federale ha approvato la legge sull'elettricità (Mantelerlass) entrata in vigore nel 2025, che fissa obiettivi di 35 TWh di produzione rinnovabile non idroelettrica al 2035 e 45 TWh al 2050. Il Ticino, ricco di risorse idroelettriche con i 3'400 GWh annui delle OFIMA, BLENIO, OFIBL e Verzasca SA, riveste un ruolo strategico nella stabilità del sistema elettrico nazionale.
Sul fronte fotovoltaico, il Cantone Ticino ha raggiunto a fine 2025 una potenza installata di 580 MWp, con obiettivo a 1,2 GWp al 2035. L'obbligo di installazione di impianti FV su tutte le nuove costruzioni e in occasione di ristrutturazioni importanti, introdotto dalla revisione della legge cantonale sull'energia, dovrebbe accelerare significativamente la crescita. AET (Azienda Elettrica Ticinese) coordina diversi progetti di parchi solari alpini ad alta quota, come quello in fase di studio nella regione del San Gottardo.
Il meccanismo CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), pienamente operativo dal 2026, introduce dazi sulle importazioni di acciaio, cemento, alluminio, fertilizzanti, elettricità e idrogeno provenienti da Paesi extra-UE con normative climatiche meno stringenti. La Svizzera, grazie al collegamento del proprio ETS con quello europeo dal 2020, è esentata dal meccanismo, mantenendo competitività per le imprese esportatrici ticinesi del settore metalmeccanico e chimico.
Sul piano dei trasporti, il Regolamento UE sulle emissioni dei veicoli prevede l'azzeramento delle emissioni dei nuovi mezzi leggeri dal 2035. La Svizzera ha allineato i propri standard, con effetti diretti sul parco veicolare ticinese. Le infrastrutture di ricarica ultrafast cofinanziate dal Fondo per la mobilità sostenibile cantonale stanno cresciendo lungo la A2 tra Chiasso e Airolo, con 24 stazioni attive a fine 2025.
In prospettiva, il pieno conseguimento degli obiettivi 2030 richiederà investimenti europei complessivi stimati in 1'200 miliardi di EUR. Per il Ticino, la sfida è coniugare la salvaguardia paesaggistica delle Alpi con la necessità di accelerare gli impianti rinnovabili, in particolare l'idroelettrico ad accumulo (Lago Ritom, Lucendro) fondamentale per il bilanciamento del sistema elettrico europeo nei prossimi decenni.