Petrobras supera i 2,5 milioni di bpd dai giacimenti pre-sal: traguardo storico per il Brasile
Petrobras raggiunge i 2,5 milioni di barili al giorno nei campi sub-salini brasiliani. Buzios e Tupi guidano la crescita, con implicazioni anche per il mercato elvetico.
Petrobras ha annunciato il raggiungimento di un traguardo storico: oltre 2,5 milioni di barili al giorno (bpd) provenienti dai giacimenti pre-sal, ovvero gli strati profondi sotto la coltre di sale al largo delle coste brasiliane. I campi di Buzios, Tupi (ex Lula), Mero e Sepia sono i principali contributori, con Buzios da solo che produce circa 800'000 bpd grazie a sette piattaforme FPSO operative.
L'investimento cumulato nel pre-sal supera ormai i 130 miliardi di USD dal 2010, con costi di lifting scesi a 5,8 USD al barile, tra i più competitivi al mondo. Petrobras prevede di portare la produzione totale offshore a 3,2 milioni di bpd entro il 2028, consolidando il Brasile come quarto produttore mondiale dopo Stati Uniti, Arabia Saudita e Russia, e davanti al Canada.
Le compagnie partner internazionali, tra cui Shell, TotalEnergies, Equinor, CNOOC e Galp Energia, beneficiano del modello di production sharing introdotto dopo la riforma del 2010. Per la Svizzera, l'interesse è triplice: i greggi pre-sal sono di qualità medium-sweet, ideali per la raffinazione di distillati medi, e finiscono in parte nelle raffinerie europee che servono il mercato elvetico, inclusa quella di Cressier.
Il trading internazionale, fortemente concentrato a Ginevra, vede protagoniste case come Vitol, Trafigura, Gunvor e Mercuria, che movimentano cargo di pre-sal verso Cina, Europa e Stati Uniti. La piazza ginevrina gestisce oltre il 35% del trading mondiale di petrolio e prodotti raffinati, generando un indotto fiscale rilevante per la Confederazione. Anche il Ticino, attraverso uffici secondari di trading house a Lugano, partecipa al fenomeno.
Sul piano ambientale, Petrobras ha annunciato investimenti per 16 miliardi di USD entro il 2028 in tecnologie a basso impatto, tra cui CCUS (Carbon Capture, Utilisation and Storage) per reinjection di CO2 nei reservoir e ammodernamento delle FPSO con sistemi a recupero energetico. L'intensità carbonica del barile pre-sal si attesta a 9 kg di CO2 per barile, contro una media globale di 17-19 kg, dato apprezzato dagli investitori ESG svizzeri come Pictet, Lombard Odier e Bank J. Safra Sarasin.
Per il consumatore ticinese, l'incremento dell'offerta brasiliana contribuisce alla diversificazione delle fonti e alla stabilità dei prezzi nei prossimi anni. Il Consiglio di Stato del Cantone Ticino, attraverso il Dipartimento del territorio, segue con attenzione l'evoluzione dei mercati internazionali nell'ottica del Piano energetico cantonale (PEC), che mira a ridurre del 50% i consumi di combustibili fossili entro il 2035. La crescita brasiliana, paradossalmente, fornisce una finestra di stabilità preziosa per finanziare la transizione verso le rinnovabili alpine, il fotovoltaico integrato e le pompe di calore ad alta efficienza.