NEOM avvia la fase commerciale del mega-progetto di idrogeno verde: nuove rotte energetiche
Il mega-impianto NEOM in Arabia Saudita entra in produzione commerciale di idrogeno verde con 600 tonnellate al giorno. Implicazioni per la Svizzera italiana e i corridoi alpini.
Il progetto NEOM Green Hydrogen Company (NGHC), joint venture tra Air Products, ACWA Power e NEOM, ha ufficialmente avviato la fase commerciale di produzione di idrogeno verde nel nord-ovest dell'Arabia Saudita. L'impianto, alimentato da 4 GW di solare ed eolico, è progettato per produrre 600 tonnellate al giorno di idrogeno verde, convertito poi in 1,2 milioni di tonnellate annue di ammoniaca verde destinate all'export globale.
L'investimento totale, pari a 8,4 miliardi di USD, rappresenta il più grande progetto al mondo di idrogeno verde su scala utility. Air Products ha siglato un accordo offtake ventennale per l'intera produzione, che verrà spedita via gasiere specializzate verso Rotterdam, Anversa e Wilhelmshaven, da dove sarà distribuita nei corridoi europei dell'idrogeno previsti dal piano REPowerEU.
Per la Svizzera, il progetto NEOM si inserisce in una strategia nazionale che vede l'idrogeno come vettore chiave per la decarbonizzazione del trasporto pesante e dell'industria. La Confederazione, attraverso l'Ufficio federale dell'energia (UFE), ha pubblicato nel 2024 la Strategia idrogeno, che prevede una domanda di 7-21 TWh annui al 2050. Il Ticino, situato lungo il corridoio nord-sud, è destinato a diventare uno snodo logistico per i camion a celle a combustibile della flotta Hyundai XCIENT operata da Hydrospider e da H2 Energy.
L'asse del San Gottardo, percorso da oltre 950'000 mezzi pesanti l'anno, è candidato naturale a ospitare una rete di stazioni di rifornimento HRS (Hydrogen Refueling Stations) cofinanziate dal Fondo per l'infrastruttura del trasporto pubblico. Già oggi sono attive stazioni a Bioggio e a Lugano-Vedeggio, mentre nuovi impianti sono previsti a Bellinzona e Mendrisio entro fine 2026.
I prezzi dell'idrogeno verde NEOM, stimati tra 4,5 e 5,5 USD al chilogrammo FOB Yanbu, restano superiori al benchmark dell'idrogeno grigio (1,8 USD/kg) ma beneficiano dei meccanismi di sostegno europei come il Contract for Difference della Banca europea dell'idrogeno. La Svizzera, pur non membro dell'UE, partecipa indirettamente attraverso accordi bilaterali e finanziamenti del Programma quadro Horizon Europe.
Sul piano industriale, gruppi elvetici come ABB, Bühler e Burckhardt Compression forniscono tecnologie chiave per la compressione, lo stoccaggio e l'integrazione di sistemi a idrogeno, generando ricadute economiche significative anche per la filiera ticinese della meccanica di precisione. Il Politecnico federale di Losanna (EPFL) e l'Istituto Paul Scherrer (PSI) collaborano con NEOM su progetti di ricerca sull'efficienza elettrolitica.
In prospettiva, il successo commerciale di NEOM apre la strada a un mercato globale strutturato dell'idrogeno verde, con la Svizzera italiana posizionata come hub di transito alpino e centro di innovazione. Il Cantone Ticino, attraverso l'Agenzia per lo sviluppo economico (Copernico), sta valutando incentivi cantonali per la trasformazione delle flotte aziendali, con l'obiettivo di tagliare 180'000 tonnellate annue di CO2 dal settore dei trasporti entro il 2030.