Tensioni nel Mar Rosso: i noli dei tanker salgono del 60% e cambiano i flussi globali
Le tensioni nel Mar Rosso fanno schizzare i noli delle petroliere del 60% e dirottano i flussi via Capo di Buona Speranza. Effetti su prezzi e logistica in Svizzera.
Le persistenti tensioni nel Mar Rosso, alimentate dagli attacchi degli Houthi yemeniti contro il traffico mercantile e dalle conseguenti operazioni navali della coalizione internazionale Prosperity Guardian, hanno determinato un incremento dei noli delle petroliere del 60% rispetto ai livelli pre-crisi. I tassi Worldscale per VLCC sulla rotta Golfo Persico-Europa hanno superato WS 85, con punte di WS 110 per le rotte deviate.
Il transito attraverso il Canale di Suez è crollato del 55% nel comparto petrolifero, con la maggior parte degli operatori che predilige il giro di Capo di Buona Speranza, aggiungendo 12-14 giorni di navigazione e circa 1,5 milioni di USD di costi per viaggio. SCF (Sovcomflot), Frontline, Euronav e Bahri hanno riconfigurato le proprie flotte per gestire la nuova geografia logistica.
Per l'Europa, ed in particolare per i mercati mediterranei come quello italiano da cui la Svizzera importa quote significative di prodotti raffinati, l'impatto si misura in tempi di approvvigionamento più lunghi e in costi unitari più elevati. Le raffinerie di Augusta, Priolo, Sarroch e Milazzo, fondamentali per il bacino del Mediterraneo, devono gestire scorte tampone più ampie.
La Svizzera, e in particolare il Ticino, risente indirettamente del fenomeno attraverso i flussi via oleodotto SPSE (Marsiglia-Karlsruhe) e via gomma dall'Italia. I prezzi all'ingrosso del gasolio rilevati al deposito ENI di Robassomero (Torino) e di Lacchiarella (Milano), riferimento per i distributori ticinesi, sono aumentati di 3,4 centesimi di EUR al litro nell'ultimo trimestre proprio per effetto dei maggiori costi logistici.
Sul piano geopolitico, la Confederazione, attraverso il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), monitora la situazione in coordinamento con l'UE e con le organizzazioni internazionali, pur mantenendo la propria neutralità. La marina mercantile svizzera, con sede operativa a Basilea, conta circa 18 navi battenti bandiera elvetica, alcune delle quali coinvolte nel trasporto di rinfuse liquide e secche.
Le compagnie di trading ginevrine, particolarmente esposte ai flussi mediorientali e asiatici, hanno aggiornato i propri modelli di gestione del rischio includendo scenari di chiusura prolungata di Bab el-Mandeb. Gunvor, Vitol e Trafigura hanno aumentato i premi di rischio applicati ai contratti spot del 4-7%, con conseguenze sui margini di filiera.
Per il consumatore ticinese, l'effetto immediato si è già tradotto in un rincaro medio di 5 centesimi di CHF al litro per benzina e diesel rispetto al primo trimestre 2025. Le associazioni di categoria, in particolare l'Unione Petrolifera Svizzera Italiana, hanno segnalato preoccupazione per la stabilità degli approvvigionamenti durante la stagione invernale, periodo di massima richiesta di gasolio da riscaldamento. Il Cantone Ticino mantiene attivi i protocolli di Carbura per l'eventuale rilascio coordinato di scorte strategiche, garantendo continuità di servizio anche in scenari di crisi prolungata nel Corno d'Africa.