GNL: gli Stati Uniti supereranno il Qatar nel 2026 dopo l'avvio di Plaquemines
Con Plaquemines a regime, gli USA diventano primo esportatore mondiale di GNL nel 2026. Riflessi sul gas naturale e sulla sicurezza energetica della Svizzera.
Gli Stati Uniti sono pronti a superare il Qatar come primo esportatore mondiale di gas naturale liquefatto (GNL) nel corso del 2026, grazie all'entrata in piena operatività dell'impianto Plaquemines LNG di Venture Global, in Louisiana. La capacità statunitense raggiungerà 165 milioni di tonnellate annue (mtpa), contro le 142 mtpa del Qatar, in attesa dell'espansione North Field di QatarEnergy prevista per il 2027.
Plaquemines, con i suoi 20 mtpa a regime, si aggiunge a Sabine Pass, Corpus Christi, Cameron, Freeport e Cove Point. Cheniere Energy resta il principale operatore, seguito da Venture Global, Sempra e Freeport LNG. L'investimento cumulato nel comparto LNG USA supera i 200 miliardi di USD, con contratti SPA ventennali firmati principalmente con utility europee, giapponesi e cinesi.
Per l'Europa, ed in particolare per la Svizzera, l'incremento della capacità statunitense si traduce in maggiore sicurezza di approvvigionamento e in un'attenuazione strutturale dei prezzi spot TTF. Il benchmark olandese, dopo i picchi del 2022 a 340 EUR/MWh, si attesta ora intorno a 32-38 EUR/MWh, livello che la Confederazione considera gestibile per la transizione energetica.
La Svizzera importa circa il 100% del proprio gas naturale, prevalentemente dalla Germania attraverso il Transitgas pipeline (operato da Swissgas) e in parte dall'Italia via Passo Gries. Il Ticino, alimentato attraverso il punto di Pian San Giacomo e i collegamenti con Snam Rete Gas, beneficia indirettamente del nuovo equilibrio atlantico. AIL (Aziende Industriali di Lugano) e SES (Società Elettrica Sopracenerina) gestiscono la distribuzione locale a circa 16'000 utenze ticinesi.
Sul piano politico, il Consiglio federale ha confermato la costruzione di un terminal GNL galleggiante (FSRU) in coordinamento con i partner europei, valutando localizzazioni a Rotterdam, Eemshaven o Wilhelmshaven con accordi di capacity booking. La Confederazione ha inoltre rinnovato gli accordi di solidarietà gas con Germania, Francia e Italia per garantire forniture in scenari di emergenza, particolarmente rilevanti per il Cantone Ticino, geograficamente isolato dal resto della rete elvetica.
I prezzi al consumo per il riscaldamento a gas in Ticino si attestano oggi a circa 12,8 centesimi di CHF al kWh per utenze domestiche, in calo del 18% rispetto al 2023. Tale stabilità favorisce la pianificazione di interventi di efficientamento e di sostituzione progressiva delle caldaie a gas con pompe di calore, in linea con la Legge sul CO2 cantonale.
Le prospettive di lungo periodo restano tuttavia improntate alla riduzione strutturale: il piano energetico cantonale prevede l'uscita completa dal gas naturale fossile entro il 2050, con introduzione progressiva di biogas e gas sintetici. NEL frattempo, la disponibilità di GNL statunitense fornisce una rete di sicurezza preziosa per accompagnare la transizione senza traumi sociali ed economici per famiglie e imprese ticinesi.