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Categoria: Markets3 min di lettura

Rallenta la domanda EV: i raffinatori rivedono al rialzo le previsioni benzina 2026

Por Equipe Oilxa ·

Il rallentamento delle vendite di auto elettriche spinge i raffinatori a rivedere al rialzo la domanda di benzina nel 2026. Ripercussioni sui prezzi alla pompa in Ticino.

Il rallentamento della crescita della domanda di veicoli elettrici (EV) sta inducendo i grandi raffinatori globali a rivedere al rialzo le previsioni sui consumi di benzina e di distillati per il 2026. ExxonMobil, TotalEnergies, Shell e BP hanno aggiornato i propri scenari interni, prevedendo una domanda mondiale di benzina pari a 27,8 milioni di bpd, contro i 27,1 milioni di bpd stimati nello scenario base 2024.

Il fenomeno è particolarmente evidente in Europa, dove le immatricolazioni di EV nei primi mesi del 2026 mostrano una crescita del 4%, contro il +28% registrato nel 2023. In Germania, dopo la fine degli incentivi Umweltbonus, le vendite di BEV sono crollate del 27%. Anche in Svizzera, secondo i dati di auto-svizzera, la quota di mercato dei BEV si è stabilizzata al 19,5%, lontana dall'obiettivo della Confederazione del 50% al 2025.

Le ragioni del rallentamento sono molteplici: costi di acquisto ancora elevati, infrastruttura di ricarica insufficiente in alcune aree, eliminazione progressiva dei sussidi e incertezza tecnologica sulle batterie allo stato solido. Il prezzo medio di una BEV in Svizzera resta a 58'000 CHF, contro i 38'000 CHF di un'auto a benzina equivalente. Il Ticino, con una rete di colonnine di ricarica pubblica di 1'420 punti a fine 2025, rimane sotto la media svizzera per densità.

Per le raffinerie europee, e indirettamente per il mercato elvetico, ciò significa margini di raffinazione (crack spread) più sostenuti: il margine medio sulla benzina ARA si attesta a 18,5 USD al barile, contro i 12 USD ipotizzati nello scenario di rapida elettrificazione. La raffineria di Cressier, ultimo impianto attivo in Svizzera con 68'000 bpd di capacità, beneficia di questo contesto e prolunga le proprie prospettive operative oltre il 2030.

Sul piano dei prezzi finali, il consumatore ticinese paga oggi mediamente 1,82 CHF al litro per la benzina 95 e 1,89 CHF per il diesel, con variazioni significative tra distributori autostradali e città di confine come Chiasso. La concorrenza italiana, con prezzi medi a 1,72 EUR al litro a Como, esercita pressione sui margini delle stazioni di servizio del Mendrisiotto.

Il Consiglio federale, attraverso il Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), mantiene gli obiettivi di riduzione delle emissioni dei nuovi veicoli a 93,6 g CO2/km, ma valuta strumenti aggiuntivi come l'estensione degli incentivi cantonali, la promozione di reti di ricarica veloce e l'integrazione con le energie rinnovabili. In Ticino, il Cantone ha stanziato 14 milioni di CHF per il 2026 a sostegno della mobilità elettrica.

Le prospettive di medio periodo restano comunque orientate alla transizione: l'Agenzia Internazionale dell'Energia stima che la domanda globale di benzina raggiungerà il picco entro il 2028-2030, per poi declinare strutturalmente. Per il Ticino, la finestra attuale di prezzi stabili rappresenta un'opportunità preziosa per pianificare l'elettrificazione del parco veicolare cantonale, oggi composto per il 79% da auto a combustione interna.

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